Luisa Bergamini
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Biografia

Luisa Bergamini, nata a Camposanto (Mo), diplomatasi presso l’Istituto Magistrale ha compiuto successivamente studi presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Vive e lavora a Bologna, via Cracovia n. 25, Bologna, tel. 051.467380, con studio in via Rivani n. 14. In trent’anni di attività artistica il suo lavoro, rivolto alla fine degli anni 70 al nudo femminile, espresso nella forma più libera, si è orientato, nei primi anni 80, verso la ricerca sulla Pittura Informale. L’analisi del “ Contenitore” è sempre stato il denominatore comune della sua opera, essendo l’artista affascinata e coinvolta nel considerare questo oggetto come un crogiolo contenente il magma delle umane emozioni. Questo suo “ Informale “ veniva esposto nelle Gallerie “ L’Ariete” di Bologna nel 1984 e “ Studio Cavalieri “ di Bologna nel 1987 e, sempre nell’anno 1987, nel Pal. Comunale di Novellara, “ Sala delle Colonne “ di Nonantola e “ Palazzo Massari “ di Ferrara, con testi critici di F. Solmi, L. Cavallari, C. Cerritelli. Iniziava così, attraverso fuoriuscite di materiali indistinti e contorti, la presenza di questo contenitore, più o meno leggibile, che emanava rigurgiti di memorie, tensioni, lacerazioni del vissuto umano. Questo contenitore, dopo il 1987,si trasformava in una forma ovoidale, a simboleggiare il massimo dei contenitori che si possano reperire: generatore di vita l’uovo, infatti, poteva sviluppare una creatura che, nel suo DNA , si portava dietro tutta la storia propria e di chi l’aveva preceduta. A questo periodo ha fatto seguito un Informale Materico che risentiva certamente del fascino di Burri, perseguendo sempre l’intento della visitazione interiore : l’esplorazione avveniva ora nelle viscere umane, contemporaneamente alle viscere della terra. Colori terrosi, sanguigni, grigi di cementi, carte incollate e compresse, stratificazioni e lacerazioni, in perfetta fusione, ancora intesi come “ contenuti “. Con scritti di R.Forni e V.Dehò, le esposizioni di questo periodo avvenivano al “ Prato dei Miracoli “ Pisa;” Palazzo Datini “ Prato ; “ Palazzo SS. Salvatore di S. Giovanni in P.Con “ Letture d’ Architettura “ presentata da G.Bonomi per “ L’Idioma “ Di Ascoli Piceno nel 1994, e la mostra presso la “ Sala Fienile “ di Castel S.Pietro con testo di V.Cohen, la visitazione magmatica aveva assunto la connotazione di purezza e linearità offerta dalla ideazione del “ modello “ elemento prima di legno, poi candido e puro di carta, con impressi tagli sartoriali, a volte sfogliabile come un libro, a volte inserito in teche. L’idea del “ modello “ suggeriva l’alleggerimento dalla ferita di proporsi sempre nuovi nel quotidiano, ricorrendo perciò a schemi più rassicuranti (il modello, quindi )per adeguarsi a questi e non scontrarsi con una realtà impegnativa ed ingombrante. Sottratte alla profanazione, candide e intonse, inserite in queste scatole atte a proteggerle quasi dalla vista e dal tatto del fruitore, per spingerlo piuttosto ad entrare egli stesso nella teca, per coinvolgersi in un gioco di sacralizzazione, ecco allora la mostra “ Pelle d’opera” da Severiarte di Bologna nel 1995, con testi critici di M. Manara,N. Menetti, Pozzati, poi “ Carte in scatola “ a “ Verifica 8+1"di Mestre, con testo critico di R. Pasini. In questo momento nascono, con gli stessi tagli, i “ Libri d’Artista “ esposti e collocati in svariati Archivi e Mostre. In seguito le teche, divenute cassetti veri, allestiti con varie profondità di aperture alla parete, fotografati, poi scontornati in dimensione reale, vengono esposti come fotografie, ricreando l’effetto iniziale , con l’ombreggiatura realizzata sulla parete stessa di esposizione. Questi cassetti, aperti, socchiusi o chiusi, mantengono intatta la loro dose di memorie, contenitori di sogni e aspirazioni, celate o espresse ( chiusura o apertura ) Oggetto di osservazione critica da parte di E.Di Mauro, L.Cavallari, T.Trini queste opere sono state esposte negli ultimi anni da “ A.Battaglia” Milano, “ Archivi del 900 “ Milano, “ Museo Bargellini” Pieve di Cento, Galleria Comunale di Arte Contemporanea - Castel San Pietro Terme - (Bo) Nell’anno 2005 entra a far parte del Gruppo Artisti Iperspazialisti - Viaggiatori del Futuro.

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Stralci critici
Da “ Costruzioni della memoria “ di C. Cerritelli 1987
........Tutto ciò che nelle carte era intuito,individuato nella visione attraverso un ritmo di rapporti contratti e anche sofferti qui acquista un diverso senso di marcia, o perlomeno un più interessante campo di manovra. Bergamini opera un dinamismo lirico che consente alla pittura di occupare il tempo della memoria e lo spazio concreto in cui il gesto cerca e attua il giusto ritmo per l’occhio, col risultato che questa operazione di allargamento e di contenimento delle forme porta in una zona ben più ricca di modificazioni e di futuri sviluppi......
Da “ Percorsi “ V. Dehò 1992
............Luisa Bergamini ha affrontato nel suo periodo informale il problema di rendere con questa pittura il senso dell’attesa, la malinconia del ricordo, la riflessione sugli istanti della vita, su brevi brucianti sensazioni. Ma lo ha fatto ricorrendo parzialmente all’istinto , si è sempre riferita ad una sua predisposizione a sottrarsi all’agone dei sentimenti: la sua scelta coloristica ha teso a conciliare più che a sorprendere . Un’arte molto meditata, la sua , in cui l’immediatezza del gesto è studio e le increspature della carta sulla tela sostengono un fluido mentale piuttosto che essere prodotte dal caso....... L’esigenza di comprensione conduce anche pittori apparentemente lontani da esperienze geometrizzanti ( cito semplicemente il caso di Burri ) ad affrontare con il proprio lavoro la chiarificazione architetturale. Siamo ben lontani dalla freddezza di scelte algoritmiche del Bauhaus e dalla conseguente Scuola di Ulm. La concretezza dell’elemento costruttivo e la sua relazione con il colore che lo esprime, passa in secondo piano. La scelta coloristica della Bergamini è calda, non scostante, continua ad avvolgere lo spettatore in un dialogo emotivo con la tela. Il bianco, il nero il marrone, ampliano le possibilità espressive dell’artista proprio nella direzione di una geometria umanizzata: quindi l’Architettura............
Da “ Letture d’architettura “ G.Bonomi 1993
..........Bergamini ora riesce a concretizzare la sua ricerca che, in fondo, ha sempre teso ad una semplificazione , ad una composizione di parti elementari ma nel contempo complessa. Per tale sintesi non bastavano gli elementi propri della pittura, occorreva impadronirsi dei fondamenti dell’architettura. Come ha detto Loos, “ se si vogliono mettere in fila le arti e si comincia con il disegno, troviamo che da esso si può passare alla pittura. Da questa si può arrivare alla scultura attraverso la scultura policroma , e dalla scultura si può giungere all’architettura . Disegno e architettura sono l’inizio e la fine di una medesima linea,” che è appunto il percorso della Bergamini. Lo spazio ( il vuoto ) - dato dalla superficie bianca - viene articolato per parti che trovano equilibrio formale nella simmetria , nel gioco analogico dei pieni e dei vuoti, dei primi piani e della profondità. Sono architetture non rappresentative: se si vuole vi si possono anche leggere volte e finestre, colonne e capitelli, sale e porticati, ma non è questo il punto L’artista, infatti, fa “ pittura “e in questo campo non è passata invano la lezione di Burri , soprattutto delle ultime fasi- quindi “ costruisce “ immagini non palazzi, solo si serve, appunto, dei fondamenti dell’arte visiva più complessa che è l’architettura per una creazione non referenziale: potremmo anche definirla una sorta di architettura concettuale...........
Da “ Titolo “ n. 15 M. Pozzati 1994
.........Il fascino di questi ultimi lavori deriva dalla “ semplicità “( apparente, attenzione, del materiale usato - la carta - , dall’essenzialità dei colori, sempre e solo il bianco, il nero e il bruno,e da una specie di invito allo spettatore- lettore di intervenire attivamente nella lettura di un’ opera che si fa via via più complessa dietro l’ironia-sentimento del contrario della semplicità. Lettura, carta, semplificazione: idea del libro . E “ Libri “ è la serie di opere che Bergamini sta attualmente facendo : monocromi, sempre più semplici e necessari, ma che, avendo la possibilità di essere posizionati diversamente, creano effetti di luce-colore sempre differenti. Il linguaggio dell’artista è scritto in questi “ libri “; nei libri leggiamo il suo racconto, una storia che viene da lontano, dall’idea di quei “ modelli “di carta che Luisa Bergamini aveva cominciato ad incollare sulle tele e dalla quale non si è più liberata: l’idea dei “ modelli “ era l’idea di cose irrisolte, che non possono trovare sfogo perchÈ non sfociano mai in qualcosa di nuovo.........
Da “ Carte in scatola” di R. Pasini 1997
........Già i presupposti sono contenuti nel titolo della mostra, sono gioia e delizia , ma anche croce e tormento di una voluttà castigata eppure morbidamente presente.....Sono carte bianche, immacolate, verginali , ma al tempo stesso rivelano una flessibilità e disponibilità evidente ad essere toccate e manipolate e agite,probabilmente; i contenitori fissi e squadrati , come una protezione o un divieto,non ne cancellano assolutamente la chiara emergenza, il duttile teatro di una godibilità intrinseca,tutta raccolta come in una dimensione di intima pastosità......La carta, più la teca, più il bianco-e-nero. Un modo di fare pittura senza farla....un’idea che ha avuto in anni passati validi sostenitori come coloro che hanno lavorato “con “ il supporto e non “ sul “ supporto, certo per altre vie e che ebbi occasione di battezzare criticamente alla metà del passato decennio sotto la denominazione di “limite infinito “
Da “ Cassetti della memoria “ di R. Ricci 1999
........Lasciando da parte eventuali” rimandi “ o affinità con altri artisti, ci sembra doveroso sottolineare per prima cosa il rigore estetico, la sintesi degli elementi e l’uso dei materiali poveri. E questo non è certamente poco perchÈ si pone come il risultato di anni di ricerche verso la stilizzazione di forme che non hanno nulla di estetizzante ma che segnano il confine fra ciò che l’artista propone e ciò che ci lascia solo intuire. I cassetti ( chiusi o aperti ) infatti sono sì l’esito di una severa costruzione geometrica, ma sono anche la porta aperta su qualcosa di intimo, di personale, di emotivo o forse di semplicemente razionale come possono essere i contenitori di oggetti........
Da “ Inside “ di E.Di Mauro 1999
..........Indubbiamente il lavoro di Luisa Bergamini è alieno da un certo meccanicismo dell’arte cinetica ed è invece decisamente orientato verso una dimensione percettiva dove la proiezione immateriale del flusso di energia mentale appare, pur nell’indubbio rigore, attenuata dai limiti di un troppo severo pragmatismo , col tramite di una giusta dose di ironia , peculiarità principe della via Italiana al Concettuale, da intendersi in una ampia gamma di possibili manifestazioni. Mi pare che la produzione dell’ultimo biennio abbia meglio precisato questa vocazione dell’artista ad una asciuttezza formale non azzerante l’esigenza fruitiva ......... Il cassetto è metafora perfetta , e poco praticata, delle due polarità formali dell’espressione artistica , nonchÈ di una interiorità che è pronta ad offrirsi, ma al pari al negarsi, alla visione esterna..........
.C.Bossi Bollino 2000
..........E’ il dono della memoria quello che si snoda lungo l’ultima produzione di Luisa Bergamini , sempre che per memoria si intenda da un lato il tributo alla tradizione scenografica nella storia dell’arte,dall’altro la capacità di mondare purificare e matematizzare forme ed esperienze emotive. Il transetto bramantesco di Santa Maria presso San Satiro è l’antecedente più immediato della serie di foto di cassetti collocate sì da ricomporre la prospettiva originaria , l’ordine di partenza.(invero perduto, chè già è un ordine altro , una distanza ricostruita con il metro in mano, un’ombra - solo indizio di vero - non reale ma dipinta ). Il trompe l’oeil è tanto reale da essere vero , tanto vero da essere irreale. L’occhio non può essere ingannato in eterno l’illusione svelata conduce al significato alla invocazione della domesticità aerea di mura , pareti, confini. Nell’ossimoro tra razionalità e quotidiano, tra calcolo ed emozione, sta il fascino dell’opera di Luisa Bergamini. I cassetti, tolti dalla struttura che li contiene, isolati nello spazio, catapultati in una dimensione irreale e metafisica, ci vengono mostrati in parte serrati, bloccati, quasi fossero forzieri da non violare, in parte aperti, a confessare segreti, a rivelare preziosità di oggetti memoriali, di lini e di corredi. I cassetti, tutti, stanno “ in parata “ a fornire un contrappunto ritmico ipotattico e verticale, che conduce lo sguardo dal basso verso l’alto , da ciò che vediamo a ciò che possiamo solo intuire , in sostanza dal reale all’irreale , non già sacro, ma altro e diverso, dall’oggi e dal qui.
Da “ Congetture “ L.Cavallari. 2000
.............Il tuo lavoro creativo è dunque governato da un impulso unitario, le tue immagini aniconiche rifiutano la riduzione a oggetto mercificabile. Per ubbidire alla necessità di una tua identificazione comunemente intesa, c’è bisogno che io ricordi le suggestioni di Merz, Penone, Zorio, Paolini, Kounellis, Calzolari, Boetti e di tutti quelli dell’Arte Povera di Celant? O dei “ minimalisti “ americani LeWitt, Judd, Andre, Flavin,Morris, oppure degli italiani Aricò, Icaro,Carrino, ecc? .O, sopra tutti di Munari? Basta, non voglio più fare citazioni ( col rischio di sbagliare, per di più ) le lascio tutte ai critici di professione , agli storici dell’arte. Come è approssimativa questa mia testimonianza della tua fedeltà a un linguaggio psichico e mentale che rifugge dalla rappresentazione convenzionale della realtà perchÈ percepita inquietante e malvagia, così permettimi di non considerare inattuale e superato il tuo codice che io sento come un fermo e sdegnato assestamento,non epidermico nÈ velleitario, in una dimensione eletta, appartata dalle ingerenze di traffico mercantile , estraniata dai meccanismi di una comunicazione divenuta infetta ancorchè globale e dal consumismo ( anche dell’immagine ), che rallegra pochi e rattrista tanti. La tua pittura , dunque, ha anche un valore etico , come hanno compreso i tuoi numerosi estimatori nelle frequentissime mostre che hai fatto finora. Continua la tua ricerca............
Da” Nei cassetti della prospettiva “ T.Trini 2002
Luisa Bergamini realizza da qualche tempo cicli di installazioni prospettiche che elevano la parete a soglia della nostra visione . Anzi a “ mobile “ che racchiude la storia dell’Arte. Così vien fatto di osservare la presenza del muro su cui lei staglia tarsie fotografiche di cassetti , al tempo stesso immagini ed architetture in trompe-l’oeil.C’è un deposito in quella soglia, c’è un pieno entro quella superficie piuttosto nuda, c’è una memoria stratificata: è il caveau del tesoro delle rappresentazioni visive. E la coda dell’occhio ricorda i mobili di De Chirico........ Si pensi a questi cassetti vuoti come alla messa in prospettiva del piano dei quadri astratti . Si noterà allora che le proiezioni della Bergamini insegretiscono piuttosto la presenza dei nostri sguardi circolari: sono, decisamente, i tiroirs dello spazio in cui muoviamo noi stessi............ Mi piace testimoniare che la sua arte va apportando uno stimolante contributo alla agibilità di una fenomenologia rinnovata dello spazio e del tempo, cui darei provvisoriamente il nome di prospettiva attiva, simile a quella del ragno che percorre ciò che sta costruendo. Non è una mera variante il fatto che Luisa Bergamini riapra adesso la metafora dell’universo come cassetto dopo quelle più correnti di biblioteca e labirinto: ciò equivale a riaprire l’evoluzione storica dei sistemi di rappresentazione che le avanguardie del XX secolo intesero esaurire.

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Di lei hanno scritto
MARIANGELA BACEGA
"Carte in scatola"
BARALDI ANNA MARIA
"Libere per immagini"
CRISTINA BELLONI
Terzocchio
LUCIANO BERTACCHINI
Rai - I Martedì di S. Domenico
CINZIA BOLLINO BOSSI
“La Mosca”
GIORGIO BONOMI
"Letture d'Architettura"
LINO CAVALLARI
Presentazione in catalogo
CLAUDIO CERRITELLI
"Costruzioni della memoria"
VITTORIA COEN
Presentazione in catalogo
PIERO DEGGIOVANNI
Anteprima - L'Unità
VALERIO DEHÒ
"Percorsi"
EDOARDO DI MAURO
Presentazione in Catalogo
MAURO DONINI
La Tribuna
ROMEO FORNI
Presentazione in catalogo
DAVINA LAURENCE
Presentazione in catalogo
MAURO MANARA
Acrostico
LUCIANO MARUCCI
Corriere Adriatico
DANTE MAZZA
Presentazione in catalogo
NANNI MENETTI
"A Impenetro struggente"
LORENZA MIRETTI
“Artelecta n. 9”
MONICA MIRETTI
“Il Resto del Carlino” - Bologna
ROBERTO PASINI
"Carte in scatola"
JOLANDA PIETROBELLI
"Misteri dell'uomo: metamorfosi della vita"
MAURA POZZATI
Titolo - Presentazione in catalogo
ROSANNA RICCI
"Il Resto del Carlino" Forlì
ENZO ROSSI ROISS

FRANCO SOLMI
FRANCO SOLMI Presentazione in catalogo
TOMMASO TRINI
“Nei Cassetti della Prospettiva"
ROBERTO VITALI
"L'Oeuvre au noir" - Mongolfiera
MAURIZIO VITIELLO
"Endoscopia del pensiero"
MARGHERITA URAS

VLADIMIRO ZOCCA
"Presentazione in catalogo"
FABIOLA NALDI
“Insideout”

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Recenti esposizioni
1987
“Costruzioni della memoria” – Studio Cavalieri – Bologna – a cura di C. Cerritelli

“Figure dallo sfondo” – Palazzo Massari – Ferrara – a cura di C. Marabini e D. Auregli
1988
“Il canto delle sirene” – Galleria Civica – Taranto – a cura di F. Sossi
1989
“Saloon 1990” – Grand Palais – Parigi
1992
“Arte Fiera” – Studio Cavalieri – Bologna

“Open – Arte a perdere” – Centro Cultura Navile – Bologna – a cura di V. Dehò

“Percorsi” – Palazzo Datini – Prato – a cura di V. Dehò

Palazzo SS. Salvatore - S. Giovanni in Persiceto - Bologna

Sala Fienile – Castel S. Pietro (BO) – a cura di V. Coen
1993
“Arte Fiera” – Studio Cavalieri – Bologna

“Aspettando Godot” – Studio Cavalieri – Bologna

XXXIII Edizione “Premio Suzzara” – Mantova

“Open – Arte a perdere” – Centro Cultura Navile – Bologna a cura di V. Dehò

“Loeuvre au noir” Galleria Fluxia - Chiavari - a cura di R. Vitali
1994
“Letture d’architettura” - L’idioma – Ascoli Piceno – a cura di G. Bonomi

“Pelle d’Opera” – Severiarte – Bologna – testi di M. Manara – N. Menetti – M. Pozzati

XXXIV Edizione Premio Suzzara – Mantova
1995
“Libri d’Artista a Bologna 1980-1995” a cura di G. Tucci – Sala Silentium - Bologna
1996
“Orme di donna” – Studio Cavalieri – Bologna
1997
“Carte in scatola” – Verifica 8+1 – Mestre – testo critico di R. Pasini
1998
“Pittoscultura” – A. Battaglia Arte Contemporanea – Milano

1a Biennale d’arte Contemporanea - Palazzo Lucarini – Trevi

“Misteri dell’uomo: metamorfosi della vita” – Il Prato dei Miracoli – Pisa

“In forma di libro” – omaggio a G. Leopardi – Civica Galleria di Arte Moderna Gallarate
1999
“Il filo della memoria” – Circolo Artistico – Bologna

“Vent’anni alla ricerca dell’arte: Immagine, Parola, Musica” – Verifica 8+1 – Mestre

“Un colore in più” – Krizia – Milano

“Cassetti e scatole” – Biblioteca Comunale di Cassina de’ Pecchi – (Milano)

“Aperto e chiuso” Sala XC Pacifici – Forlì

“1999 e dintorni” – Case d’Arte Bologna

“Artissima” – Torino
2000
“Mille in aria” - arte per il nuovo millennio – Monte San Vito (Ancona)

“Il Giubileo e i suoi segni” – S. Paolo Maggiore – Bologna

“Andata e ritorno” – Galleria Graffio – Bologna

“Fuori stagione” - Villa Ghirlanda – Cinisello Balsamo (Milano)

“Di Ventidue, dieci” (dieci tarocchi editi da Pulcinoelefante) – Archivi del 900 – Milano

“Cesare Pavese – Tra mito e realtà” Sassetti cultura – Milano

“Inside” – Galleria SAV - Bologna - Spazio Arte Viandanti

“Inside” – Archivi del ‘900 - Milano
2001
“Exit 5” - Interno e Dum Dum - Bologna

“Mobile d’artista” -Ass. Spazio Arte Totale - Chiesa San Leone - Pistoia

“Pulcheria Arte 2001” Palazzo S.Pietro - Piacenza

“World Festival Art On Paper” - Lubjana

“Drawers” - Teatro Sipario Club - Bologna
2002
“Tre paesaggi della memoria” a cura di Valeria Vaccari - Circolo Bertold Brecht - Milano

“Nei cassetti della prospettiva” a cura di T. Trini - Museo Bargellini - Pieve di Cento - (Bologna)

“Premio Suzzara” - 42ù edizione "Città e campagna- Frontiere 2002

"Trieste Contemporanea" - Studio Tommaseo - Work on paper bey 365 contemporary artists
2003
“Omaggio ad Hermann Hesse” - Spaziostudio Milano

“In forma di Libro” - Fondazione Bandera per l'arte - Busto Arsizio

“Immigrazione - Trasformazioni - Mutamenti sociali" - Museo Com. Arte Moderna e dell'informazione - Senigallia
2004
"Sacro, misterico, magico: il fuoco" Arte nel solstizio d'estate. Trestina (Perugia)

"L'uomo e il suo doppio": Oscar Wilde: Il ritratto di Dorian Gray. Art Point Black . Firenze

"La pittrice Nori de Nobili nelle immagini della comunità internazionale degli artisti Ripe" -Museo Comunale d'arte moderna di Senigallia

"Trieste Contemporanea" - Studio Tommaseo - Work on paper bey 365 contemporary artists

"Precipitations" Gallery Being . New York

"No wall concept, no War concept" Università degli studi di Salerno

"Le sembianze anatomiche sono una variabile: è questo che rende ogni corpo affascinante" - Ass. Cult. Comune di Bagheria

"In forma di libro" Fondazione Bandera Per l'arte. Busto Arsizio - Varese

" Omaggio ad H.Hesse. 2ù Edizione: Demian " Spaziostudio . Milano
2005
"Milleduecentocinquantatredici" Fondazione Torre Colombera. Varese

"L'uomo e il suo doppio- Questi fantasmi di E. De Filippo" Art Point Black Firenze

"Cartacanta" Rassegna libri d'artista - Civitanova Marche

"Movimento iperspazialista e sue radici storiche a cura di Leo Strozzieri" Sala Corradino d'Ascanio -Popoli

"Lo spazio e il tempo" - Castello di Ronchi - Crevalcore (Bologna)

"Libere per immagini" Biennale donna - Casa dell'Ariosto - Ferrara

"Brain storming" Combattimento per una immagine - Centro arti visive 2B - Bergamo

"Generazione Italiana anni 40" - Museo Bargellini - Pieve di Cento - Bologna
2006
“Proiezioni Iperspazialiste” Diapason Arte - Napoli; Il Pilastro - S. Maria Capua Vetere

“Libere per immagini” Palazzo Bellini - Comacchio; Oratorio dei Cappuccini - Argenta (Fe)

“Insideout” Galleria Comunale di Arte Contemporanea - Castel San Pietro T. (Bo)

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Bibliografia

RASSEGNA D'ARTE "COMED" 1986
ARTE ITALIANA CONTEMPORANEA 1986 - Ed. La Ginestra
ANTOLOGIA CRITICA DI ARTISTI CONTEMPORANEI - Ente Biennale - La Spezia
INCONTRI - Enciclopedia della pittura e scultura contemporanea in Italia
PITTORI E SCULTORI DELLA BOLOGNA D'OGGI - Anno secularia Nona dell'Università di Bologna
CATALOGO D'ARTE INTERNAZIONALE "NOVART" 1988
I MARTEDI' DI SAN DOMENICO N. 84 - 1990
"ITALIANART" - Artisti Italiani selezionati - MPE 1991
"L'ELITE" - Selezione arte Italiana 1992
"ARTE OGGI" - 1992
TERZOCCHIO N. 66 - 1993
MONGOLFIERA (varie edizioni)
ANTEPRIMA - L'Unità - 1992
IL RESTO DEL CARLINO
IL SECOLO XIX
CORRIERE ADRIATICO
ARTE SPAZIODIECI - n. 2/3 1994
ART IN ITALY - n. 3 1994
TITOLO - n. 15 1994
PORTO FRANCO - n. 23 1995
"DIARIO DI UNA LUNGA VITA" - Associazione per le arti F. Francia - 1995
ARTE CONTEMPORANEA ITALIANA - Fenice 2000 - 1996
EMILIA - ROMAGNA - "Artisti e opere dall'800 a oggi" - Fenice 2000 - 1996
COLLANE BEATRIX V. T. "d' Ovati in Canti" Cd rom
LA TRIENNALE DI BOLOGNA - Linea della ricerca artistica 1965-1995-R. Pasini
MISTERI DELL'UOMO - Metamorfosi della vita - I. Pietrobelli - Pisa
ITERARTE nù 45 - 1999
VENT’ANNI ALLA RICERCA DELL’ARTE. IMMAGINE, PAROLE E MUSICA. Comune di Venezia 1999
NATURA MORTA CON FRUTTA. Quattro rassegne nazionali per indagare un genere artistico. A cura di Maria Censi – Museo Parmeggiani. Renazzo – Ferrara
ARTELECTA n. 9 – Lorenza Miretti – Bologna
IL DOMANI – LA STAMPA – TORINO
LA TRIBUNA - BOLOGNA
IL VILLAGGIO DUE MADONNE - a cura della Biblioteca N. Ginsburg - Minerva Ediz. - Bologna Bibliografia
TRACCE N. 6 " Nei cassetti della prospettiva " di T: Trini
"I QUADERNI DI ALKAEST nù4 - VIAGGIARE DENTRO "
"GENERAZIONE ANNI QUARANTA" a cura di G . Di Genova per il Museo Bargellini" Ed .Bora
"LIBERE PER IMMAGINI " a cura di UDI - per la Biennale Donna Casa dell'Ariosto - Ferrara
"Il BRIGANTE di Caserta " Gennaio Febbraio 2006-
"IL QUOTIDIANO DI CASERTA " 14 . 1. 2006

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Opere in permanenza

“Libro d'Artista”: Laboratorio 66 - Gino Gini - Milano
Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
Pinacoteca Comune Castel San Pietro
Civica Galleria Arte Moderna Gallarate “Omaggio a Leopardi”
“Ecce Homo” - Fondazione Lercaro - Bologna
Pinacoteca di Dozza Imolese
Museo dell'Informazione - Senigallia - Ancona
“Abito modulare” CD rom e “brumando” multiplo in 7 esemplari - collane Beatrix V.T.
“Happy Birthday!” Offerta speciale n. 21 Torino
“14 Stazioni per la Via Crucis” - Chiesa Nostra Signora della Fiducia - Bologna
“Evangelizare pauperibus misit me” Chiesa Nostra Signora della Fiducia - Bologna
“Paesaggio urbano” Museo Bargellini - Pieve di Cento - Bologna
Galleria Civica Suzzara - Mantova
Galleria Civica di Gallarate
“Archivio” Via Oberdan, 24 - Mantova
“Tre Opere per la collezione Zavattini” - Museo Bargellini - Pieve di Cento - Bologna
"Equilibrio instabile "- Museo Parmeggiani - Renazzo -(FE)
"Libro Nudo " - Libro d' artista per Cartacanta -Civitanova Marche

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